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Castello Lancellotti - Lauro (AV)
Informazioni e contatti:
- Indirizzo: piazza Castello Città Lauro (AV)
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Regione: Campania
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Nazione: Italia
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Tel: 081.8240013
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Fax: 081.8240013
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E-mail: pasqcolu@tin.it
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Sito web: www.prolauro.it
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Custode: Rega Luigi
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Responsabile: Ferraro Giovanni

Come raggiungerci:
Ubicazione: su di una roccia protesa verso la valle in posizione di predominio sul centro abitato di Lauro

Distanze dalle principali città:
- Napoli: 40 km
- Avellino: 30 km
- Salerno: 50 km
- Caserta: 45 km
- Benevento: 65 km
- Pompei: 20 km
- Sorrento: 45 km

Come raggiungerci attraverso la strada statale n. 403 che da Nola raggiunge il Vallo di Lauro e prosegue poi per Forino
Stazione: Ferrovie dello Stato di Nola e Circumvesuviana di Nola
Strade e Autostrade: strada statale n.403 del Vallo di Lauro – autostrada A30 (Caserta-Salerno) uscita Nola (si prosegue per S.Paolo Belsito da dove si imbocca la S.S. 403 per il Vallo di Lauro ) oppure uscita Sarno (si prosegue fino a Palma Campania e da qui si imbocca la provinciale per il Vallo di Lauro) – autostrada A17 (Bari-Napoli uscita Baiano si prosegue fino a Nola e da qui per S.Paolo Belsito da dove si imbocca la S.S. 403 per il Vallo di Lauro)
Aeroporto: Napoli - Capodichino
Periodo di apertura: tutto l’anno
Parcheggio interno: n20 posti auto
Parcheggio esterno: n30 posti auto,n2 pullman granturismo

Cenni storici
Periodo storico: sec. X-XIX sec.

Stile architettonico:
eclettismo su impianto rinascimentale

Brevi cenni storici: Il primo documento scritto in cui si parla del Castello di Lauro risale al X sec, precisamente al 976 ed è contenuto negli ANNALI DEL DI MEO: vi si parla di un “CASTEL LAURI”. Ai secoli XI-XII risale un’altra testimonianza costituita dai resti di fregi architettonici dell'arte arabo-normanna, tuttora visibili su di un muro di perimetrazione esterna del maniero dal lato di via Salita Castello. Nei successivi secoli, ricompare più volte, nei documenti, il termine Castel Lauri: così ad esempio da un documento del 1119, si apprende che Roberto Sanseverino (conte di Caserta) fu signore e abitatore di "Castel Lauri". In un altro documento del 1183 si rivela con maggiore chiarezza l’esistenza del castello. La notizia è riportata in una “confirmatio” (atto con il quale si stabiliva che quel determinato territorio veniva dato a quella persona), sottofirmata da Guglielmo Sanseverino e risulta che questo documento fu redatto in un palazzo che trovavasi all'interno di Castel Lauri. Una delle prime notizie che attesta con sicurezza la destinazione del castello come residenza nobiliare, la si legge invece nei registri della cancelleria angioina nell’anno 1277: Carlo D’Angiò, nel trasferirsi a Napoli portò con sé molto personale per erigere una cancelleria angioina a Napoli. Il capo della cancelleria portò con sé la moglie, nobile, Margherita de Toucy, cugina del re, alla quale fu dato in custodia il castello di Lauro, come dimora conveniente al suo grado. Nel periodo angioino il castello di Lauro, fu amministrato da baroni provenzali, poi passò alla dinastia dei conti di Avellino: i Del Balzo. Successivamente il feudo passò agli Orsini i quali lo tennero fino al 1529 allorchè l’ultimo degli Orsini, Enrico, fu spodestato e spogliato di tutti i suoi beni, compreso il castello di Lauro, per aver partecipato alla congiura contro re Carlo. Ma la moglie, la contessa Sanseverino, riscattò il castello anche se dovette poi venderlo ai Pignatelli. Questi si adoperarono molto per conferire al maniero un aspetto migliore che in parte è quello che ancora oggi esso conserva: i segni del loro intervento tuttora si conservano nell'impianto cinquecentesco, nel Torrione con loggiato e monumentale scalone occidentale -un tempo collegamento con i sottostanti giardini-, le fontane che adornano il secondo cortile. Ai Pignatelli successero i Lancellotti, attuali proprietari, che rilevarono il feudo, compreso il Castello, nel 1632.

Descrizione: La struttura che oggi si osserva con meraviglia è il risultato di una fortunata opera di ripristino resa necessaria dal fatto che il castello era rimasto quasi del tutto distrutto a seguito del terribile incendio che lo avvolse la notte del 30 aprile 1799 appiccato dalle truppe francesi, qui intervenute a sedare una locale rivolta sanfedista. I ricostruttori si ispirarono molto ad alcuni castelli della bassa Toscana ed al gusto prevalente dell'epoca: si nota infatti uno spiccato eclettismo nel quale trovano armoniosa sintesi elementi dell'arte e dell'architettura neo-gotica, neo-romanica, classica, rinascimentale. Gli elementi ricostruiti si fondano poi in un unicum eccezionale ed irrepetibile con quelli dell'originario impianto sopravvisuti all'incendio del 1799: è il caso del Torrione occidentale, con terrazzo coperto, che conserva integralmente l’aspetto della sua struttura cinquecentesca. All’interno il Castello presenta due cortili separati da due eleganti torri. Nel primo cortile si apre sul lato destro dell’entrata uno spazioso portico con sei arcate cui segue un’ampia scuderia con portale classicheggiante. All'interno della scuderia, sulle pareti sono distribuite mangiatoie (eccezionalmente dotate di piatti in ceramica di Vietri); vi si conservano anche alcune antiche carrozze. Sul lato sinistro del primo cortile, c’è un altro portico, molto più breve, antistante la guardiola; sullo stesso lato si ritrova una breve scala adornata di tronchi di colonne e capitelli romani che funge di ingresso alle sale che attualmente ospitano il plastico del castello e lo studio privato del Principe. Sul lato opposto al portone d’ingresso vi è l’accesso al secondo cortile, più piccolo, ma più fine ed elegante. Qui si possono osservare: da un lato vasche cinquentesche con piante acquatiche, una delle quale decorata con preziosissime ceramiche artigianali d'epoca; dall’altro lato un bellissimo giardino curato all’italiana ed un'altra grande vasca con zampilli e piante acquatiche che nell’impianto originario doveva costituire la parte centrale di un grazioso ninfeo. Dal lato destro del secondo cortile si può accedere tra l’altro alla terrazza del torrione occidentale ed all’elegante sala d’armi, adornata di affreschi raffiguranti le insegne delle famiglie proprietarie e dei vasti possedimenti che un tempo facevano capo alla famiglia Lancellotti; sulle pareti sono anche disposte armi e corazze medievali. Nella parete sul lato d'ingresso vi è un dipinto raffigurante l’incendio del Castello avvenuto nel 1799. Dalla sala d’armi si accede poi al salotto rosso, e da
qui al terrazzo meridionale anch’esso adorno di tronchi di colonne e capitelli e da cui si può godere di uno splendido panorama su Lauro e l’intero Vallo. Ritornati nel cortile, si può notare, sul lato opposto alla sala d’armi, la graziosa cappella, la cui facciata ricalca motivi neo-romanici, presentandosi abbellita da un portale marmoreo a strombo sovrastato da rosone. L’interno della cappella consiste in un’aula rettangolare, sulle cui pareti vi sono affreschi che rappresentano episodi prodigiosi della vita di santi frati della terra di Lauro. Nel catino absidale, un grande dipinto ad imitazione di mosaico, occupa l’intera volta: al centro il Cristo Pantocrator, con ai lati 6 membri della famiglia Lancellotti. A lato della Cappella si ritrova la sagrestia e un piccolo e grazioso chiostro confinante con la vicina biblioteca la quale raccoglie testi classici ed edizioni d’epoca con qualche cinquecentina.

Numero di sale conferenze: 2 (sala da pranzo e sala d’armi) Posti min/max 40-60 sala da pranzo e 100-200 sala d’armi
Capacità totale 260
Giardino/parco Primo Cortile o cortile grande, circa 1000 mq. – secondo cortile con giardini, fontane, labirinti vegetali e ninfeo
Aree espositive: porticato di circa 60 mq. – sono utilizzabili con eventuale idonea copertura anche il cortile grande per circa mq. 1000
Posti pranzo min/max. 140 -260
Ristorante/posti: all’interno del castello non vi è ristorante, per le cerimonia occorre rivolgersi ad un catering esterno
Catering: solo i migliori della Campani


Eventi ospitabili: meeting, convegni aziendali, congressi, cene di gala, sfilate, matrimoni


Terra e sapori
Altri servizi:
visite guidate Gastronomia: ricotte e formaggi pecorini, olio di oliva extravergine, nocciole, noci e castagne, torte di noci e di nocciole, roccocò (dolci natalizi fatti con nocciole), funghi e fragole di montagna, miele genuino

Itinerari consigliati: a 15 minuti: Nola (Duomo, Castel Cicala, Museo Archeologico e Museo Diocesano) e Cimitile (basiliche paleocristiane), Avella (anfiteatro romano, Museo archeologico)
a 30-60 minuti Pompei, Napoli, Caserta, Salerno, Capua
a 60-90 minuti Sorrento, Positano, Amalfi, Paestum,
Visite guidate: a cura dell’associazione Pro Lauro

Appuntamenti (feste e sagre):
- Le serate dei falò che si tengono a Fontenovella (31 dicembre) a Quindici e Bosagro (17 gennaio) e che segnano il passaggio dal vecchio al nuovo anno.
- Le rappresentazioni danzanti in occasione del carnevale, vale a dire la quadriglia ed il laccio d’amore (in quasi tutti i centri del Vallo) e la rappresentazione allegorica dei dodici mesi dell’anno (Taurano).
- Le processioni dei bianco-vestiti che nella settimana santa percorrono le strade di quasi tutti i paesi del Vallo riproponendo antichi canti che raccontano la Passione di Cristo anche con rappresentazione figurata di alcuni episodi.
- Le escursioni sulle colline che circondano il Vallo caratterizzate dalla presenza di un santuario quasi per ogni cucuzzolo e che sono tradizionale meta il giorno del lunedì dell’Angelo.
- Le feste patronali e le altre manifestazioni di grande interesse culturale che si svolgono in estate come il Festival Internazionale del Folklore a Taurano (prima settimana di agosto) e le Dafnee estive a Lauro (fine agosto - inizio settembre) ,con concerti, mostre, rappresentazioni teatrali e la presenza dei pittori Naifs che negli scorsi anni hanno abbellito i muri del centro storico del paese facendo di Lauro uno dei paesi dipinti d’Italia; di notevole attrattiva anche le Visite ai Quartieri organizzate nello stesso periodo dall’associazione con l’intento di promuovere la riscoperta degli angoli più reconditi di Lauro e delle sue frazioni.
- Varie sagre paesane tra le quali si segnala per consolidata tradizione ventennale quella della frutta secca di Casola di Domicella (primo fine settimana di settembre)

Ristoranti tipici consigliati: ristorante al Dente d’Oro Via Lancellotti -Lauro

Emergenze architettoniche:
monastero benedettino di S.Giacomo a Fontenovella di Lauro
monastero Francesco di S,Giovanni del Palco a Taurano
abbazia di S.Angelo a Taurano
Palazzo dei Tufi a Lauro
Piazza Lancellotti
Arco di Fellino
Chiesa di S.Maria della Pietà in Lauro
Rione Terra –centro storico di origine medioevale di Lauro
Chiesa di S.Maria dell’Assunta in Pernosano di Pago Vallo Lauro
Santuario di S.Maria dell’Abbondanza in Marzano
Chiesa di S.Maria delle Grazie con annesso museo parrocchiale in Quindici
Chiesa di S.Aniello in Quindici