Informazioni e
contatti: -
Indirizzo: via
Camaldoli 51 Città: Vico Equense NA
- Regione:
Campania
- Nazione:
Italia
- Tel:
0818024392
- Fax:
081403797
- E-mail:
astapiana@tin.it
- Sito
web: www.astapiana.com
- Responsabile:
dott. Giovanna Rispoli
Come
raggiungerci:
Ubicazione:
Astapiana si trova a m 400 sl sulla sommità
della collina che divide Vico Equense dal
resto della penisola sorrentina
Stile architettonico:
Le linee
architettoniche, pur caratterizzate da grande
semplicità tipica degli insediamenti
eremitici, rispecchiano nella loro impostazione
elementi tipici del XVII secolo (La scala
a doppio rampante, il finestrone dell’
atrio con le sue linee curve )
Distanze
dalle principali città:
Km 50 da Napoli, Km
15 da Sorrento, Km20 da Pompei, Km17 da
Positano.
Strade
e Autostrade: Autostrada
A.3 Napoli, Pompei ,Salerno
Uscita Castellammare di Stabia
Strada statale 145 fino a Seiano circa Km15,
qui dopo l’hotel Moon Valley seguire
la strada a sinistra per Km4,6 a questo
punto svoltare a destra sulla piccola stradina
(Via Camaldoli) che vi condurrà nel
parco.
Stazione:
Seiano linea Circumvesuviana Km 6
Fermata d’autobus Km 1,5
Aeroporto:
Aeroporto Napoli
Capodichino
Periodo
di apertura: aprile
ad ottobre
Parcheggio esterno:
n°70 posti auto,n° 0 pullman granturismo
Cenni
storici
Periodo
storico:
XVII secolo
Brevi
cenni storici:
Descrizione:
Il complesso di Astapiana
gode di una vista incomparabile su tutto il
golfo di Napoli e sulle isole, è circondato
da un alto muro a secco che delimitava la
clausura ed al cui interno le donne non potevano
assolutamente penetrare.
Le antiche costruzioni sono circondate dal
verde, dal versante meridionale il parco di
lecci che si chiude scenograficamente con
belvedere sulla piana di Sorrento, dal versante
meridionale la campagna dove l’ olivo
sovrasta con le sue chiome le essenze della
macchia mediterranea. Il
complesso è un insediamento camaldolese
del XVII secolo,quando Matteo di Capua, Principe
di Conca feudatario di Vico Equense, ottenne
che gli eremiti camaldolesi fondassero un
eremo nel suo territorio nella località
“Astichiano” scelta per la sua
abbondanza di selve.
L’ intero complesso potè così
sorgere grazie alla liberalità dello
stesso Matteo di Capua, che donò i
terreni necessari all’ insediamento,
ed alla cospicua eredità Zaffarano
che permise la costruzione della chiesa, della
grande foresteria e delle celle degli eremiti.
I camaldolesi vi abitarono fino al 1807, quando
Giuseppe Bonaparte, re di Napoli, soppresse
gli ordini religiosi “possidenti e contemplanti,
per cui gli eremiti furono mandati via ed
il complesso entrò a far parte dei
“siti reali”
Gioacchino Murat vi trascorse gli ultimi giorni
del suo regno.
Nel 1822 fu acquistato da Luigi Giusso. Duca
del Galdo, che piantò nei terreni il
gelso perché la sua foglia era molto
richiesta per l’ alimentazione dei bachi,
fonte dell’ industria serica allora
molto sviluppata in penisola sorrentina.
Il complesso è ancora in gran parte
proprietà degli eredi di Luigi Giusso.
“La grande foresteria”, dove si
svolge la maggior parte delle attività,
ha conservato intatta la sua struttura seicentesca
con la scalinata a doppio rampante,il vasto
vestibolo, il lungo corridoio e la grande
cucina splendidamente maiolicata.
Gli ambienti del primo piano, destinati dagli
eremiti ad ospitare i viandanti e la loro
rara vita di comunità (mangiavano insieme
soltanto in occasione delle grandi festività
religiose), accolgono oggi ospiti non più
costretti a fermarsi soltanto per il sopragiungere
della notte o di una bufera ma desiderosi
di conoscere e di trattenersi in spazi rimasti
intatti nei secoli pur conservando il medesimo
uso per cui furono costruiti. Numero
camere: la grande foresteria dispone
di tre camere matrimoniali con servizi e
di un appartamento di due stanze da letto
ed una grande sala da bagno. Due celle degli
eremiti recentemente restaurate costituiscono
4 camere matrimoniali ciascuna con servizi.
Posti min/max (a platea):
Posti pranzo: Posti pranzo:la
grande cucina maiolicata può accogliere
circa 40 commensali.
Catering:
Eventi
ospitabili: meeting,convegni aziendali,congressi,cene
di gala, sfilate,matrimoni
 |
Terra e sapori
Gastronomia
nei dintorni( comprensorio dei monti Lattari)
sono ubicati diversi caseifici che producono
fior di latte, caciocavalli, ricotta ed
il rinomato provolone del monaco.
La stessa azienda di Astapiana produce un
ottimo olio che ha recentemente ottenuto
il riconoscimento dop.
Artigianato
in zona è ancora viva la tradizione
di usare rami d’ olivo e canne per
confezionare cesti di varia foggia per innumerevoli
usi domestici ed agricoli
Itinerari consigliati
l’ intero territorio è dominato
dalla mole del monte Faito(m 1150), ricco
di abetaie, che offre un ampio ventaglio
di possibilità agli amanti della
montagna dalle semplici passeggiate per
i panoramici sentieri che raggiungono tutti
i versanti alle impegnative salite di roccia
per esperti arrampicatori.
Un’ ampia vallata, dove si incontrano
le numerose frazioni di Vico Equense divide
Astapiana dal Faito.
Tutto il circondario è in zona collinare,
i boschi cedui di castagno si arrampicano
sulle parti scoscese delle colline, le parti
più in dolce declivio sono state
da secoli terrazzate con mura di pietra
ed ospitano coltivazioni di vite e di olivo.
Tutte le mete del turismo internazionale
non distano più di Km 20/25 da Astapiana,
Sorrento, positano, Amalfi, Pompei anche
l’isola di Capri è facilmente
raggiungibile, Napoli a Km50.
Appuntamenti (
feste e sagre ) le manifestazioni più
solenni e che si rinnovano da secoli si
svolgono durante la settimana santa, il
giovedì ed il venerdì in ogni
paese della penisola si rinnova il ricordo
della passione di Cristo con processioni
di incappucciati, di penitenti che rendono
omaggio al simulacro del Cristo morto e
che procedono in un silenzio irreale attraverso
le vie dei paesi.
Durante l’estate quasi settimanalmente
si svolgono sagre di prodotti alimentari
ed agricoli
Ristoranti
tipici consigliati:nella zona vi
sono numerosi ristoranti a Km.6 a Marina
di Seiano “La torre del Saraceno”citato
in tutele guide gastronomiche,a Km1.5 “La
Chiana”, a Km 3 “La Pergola”,
a Km 2,5 “Torre Ferola”, a Km
2.5 “Frate Cosimo”.
Emergenze
architettoniche l’attuale centro
di Vico Equense si deve ai re angioini che
fecero costruire sullo sperone calcareo
che si protende verso il mare il Castello,
varie volte ampliato nel corso dei secoli
e la cattedrale, dedicata all’Assunta
che da un recente restauro è stata
riportata alle sue originarie forme gotiche.
|